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FAQ - Compenso Amministratori di Condominio

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«Non tutte le preghiere arrivano al cielo» recita un vecchio adagio.


Infatti sino ad oggi poche preghiere degli Amministratori di Condominio e delle Associazioni di categoria a cui aderiscono i professionisti amministratori di condominio sono state ascoltate dai legislatore per porre rimedio alla discriminazione dell'attuale legislazione che prevede oneri e incombenti gravosi e con l'aggravante di una inadeguata risposta economica per gli amministratori professionisti che Svolgono l'attività con miseri compensi, talvolta addirittura gratis per conto di Comuni e Arca perché non rimborsano i rappresentanti delle Autogestioni dei patrimonio pubblico italiano, come liberi professionisti ai sensi della Legge 4 dei 2o13. Il condominio nel corso del tempo si è evoluto notevolmente, da edificio con pochi alloggi si è trasformato in macroedificio dotato delle più sofisticate tecnologie e con bilanci importanti, che comportano una gestione accurata, responsabilità e incombenti Sempre più pesanti per l'amministratore di condominio.
 

La figura dell'amministratore, che agisce da play-maker nel rapporto “amministratore amministrati-proprietà condominiale” si è anch'essa evoluta, nel tempo passando dal cosiddetto “fattore di città” di oltre un secolo fa all'amministratore manager, o quasi, di oggi con competenze multidisciplinari ma con molti obblighi, tra i quali spiccano quelli fiscali oltre a quello della formazione periodica prevista dal D.M. 14o/13 allo scopo di aggiornare e sviluppare le conoscenze professionali e garantire all'utenza competenza e servizi qualificati.
 

Da un lato il citato amministratore di un tempo, che aveva il compito di provvedere esclusivamente alle piccole incombenze negli edifici a uno o due piani è ormai considerato una figura arcaica come sostituito da un professionista che esercita la propria attività svolgendo ex legge 4/2o13 una mansione intellettuale, libera, indipendente e soprattutto avente una notevole rilevanza sociale, dall'altro purtroppo una serie di problemi restano tuttora irrisolti sul tappeto, primi su tutti l'assenza di un ordine professionale e soprattutto l'assenza di un tariffario minimo o dell'equo compenso che seppur proposto di recente in Parlamento viene tenacemente contrastato per l'ottusità dell'Unione Europea, che mantiene tuttora una posizione rigida su principi che occorrerebbe assolutamente rivisitare in materia di tariffe e concorrenza. Gli amministratori di condominio aderenti alle varie associazioni di categoria respingono l'impostazione dell'Unione Europea e dell'Authority della concorrenza e del mercato chè non è aderente alla realtà, siccome le attuali tariffe riconosciute agli amministratori sono assolutamente inadeguate e obbiettivamente smentiscono il timore di restringere la concorrenza nel settore dei servizi inerenti l'amministrazione di edifici condominiali.
 

I nemici degli amministratori (iscritti e non a Ordini e Collegi) in vero sono più di uno: da un lato gli stessi amministratori, ovvero quegli amministratori che alimentano il fenomeno del dumping con la richiesta di compensi professionali irrisori e lesivi della propria e dell'altrui dignità e dall'altro, come ricordato,sia l'Auhority e sia la Commissione della Comunità Europea che sin dal 1994 considerano lesivi del libero mercato e con danno per i consumatori, nonché inutili ed inefficaci anche le tariffe minime adottate dagli Amministratori di condominio.
 

Gli amministratori di condominio congiuntamente a tutti gli operatori delle professioni non regolamentate di cui alla L.4/2o13 chiedono - a mente dell'art.36 Cost. - risposte coraggiose dai mostro Parlamento, per una esistenza dignitosa in ossequio al citato precetto costituzionale. Dopo la riforma del 2o12 paradossalmente sono aumentati i compiti e le responsabilità dei professionisti, di contro i compensi sono inaspettatamente calati. Alla luce di questa realtà non rimane che sensibilizzare tutti i dirigenti di Associazioni di categoria a riflettere se prendere in esame l'ipotesi di scendere in piazza, e non soltanto Continuare a discutere tra noi in mille convegni, per organizzare una grande manifestazione unitaria nazionale degli amministratori e di tutti i professionisti delle categorie non ordinistiche che fanno riferimento ai COLAP sul tema dell'equo compenso ai professionisti di cui alla L.4/13.
 

La proposta non è facile a realizzarsi poiché non è facile organizzare gli amministratori di condominio, sia perché gli amministratori non si sentono una corporazione sia perché non sono sensibilizzati da alcun partito o movimento politico.

Però si potrebbe provarci con il sostegno del COLAP e delle categorie non regolamentate ad esso collegate.

Se chi deve farsi avanti e contribuire a unire le voci resterà ancora una volta chiuso nei proprio ambito, gli amministratori avranno un motivo plausibile per gridare il proprio grido di dolore contro chi non interpreta in modo responsabile il proprio ruolo, a cominciare dalla politica, e noi avremmo titolo per pensare che l'irrazionalità a Volte mortifica la ragione,

 

Potete richiedere ulteriori informazioni tramite questo modulo on-line o direttamente presso lo Studio Amministrativo Monti, previo appuntamento (tel. 051 434785).

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