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FAQ - Messa in opera di un ascensore con appoggio al confinante

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Se l'ascensore privato viene installato in un cortile di proprietà privata e la muratura perimetrale, a cui questa colonna si appoggia, non è comune, non si applica la disciplina anti-barriere architettoniche (legge 13/89), per cui non è ipotizzabile nessuna deroga alle distanze legali. Questo, in Sintesi, il principio espresso dalla Corte di cassazione nella Sentenza 13358/2O16, che ha rigettato il ricorso del proprietario di un immobile che aveva realizzato un ascensore che si affacciava sul cortile di sua proprietà, senza rispettare le distanze legali rispetto alle finestre di un altro condòmino che si affacciavano sul medesimo.

 

La Corte di cassazione ha affermato che la legge 13/89 (articolo 3, comma 1), oltre ai cortili comuni o in uso comune a più fabbricati, riguarda anche i cortili interni indipendentemente dal regime dominicale. Ma l'obbligo di rispettare le distanze deriva, nella fattispecie dal comma 2 dello stesso articolo perché, come risulta dagli atti e dalla relazione della Ctu, non è condominiale il cortile e neppure la muratura perimetrale a cui si appoggia la colonna dell'ascensore. Quindi valgono le regole ordinarie sulle distanze.

Ulteriori informazioni potrete richiederle tramite il modulo on-line, o presso lo Studio Amministrativo Monti, tramite appuntemento.

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