Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per il corretto funzionamento dei servizi in linea. Se chiudi questo banner e prosegui con la navigazione ne accetti l'utilizzo. Per maggiori informazioni su come modificare il consenso e le impostazioni dei browser supportati leggi l'informativa sulla privacy.

 

Acconsento

FAQ - Utilizzo della bacheca condominiale

« Torna all'elenco delle domande


La bacheca condominiale non può essere usata per fini personali.


La bacheca condominiale non può essere usata per fini personali o, ancor meno, per divulgare informazioni su procedimenti giudiziari in corso a carico di qualcuno, in quanto ciò consente la divulgazione delle notizie, anche a terzi, estranei al condominio.
Non sono pochi i ricorsi per violazione alla privacy a seguito di affissioni in bacheca di situazioni debitorie di condòmini morosi o, addirittura di decreti ingiuntivi emessi nei loro confronti. Trattasi di informazioni “non segrete” ma riservate solo ai condòmini, i quali hanno il diritto di averne conoscenza (articolo 1130 n.9 codice civile) ma la diffusione deve avvenire con sistemi e metodi che evitano divulgazioni esterne a terzi e di incorrere in violazioni della privacy.


A seguito di un “colorito” colloquio intervenuto tra il portiere dello stabile ed un condomino, quest’ultimo denunciava il portiere per lesioni e affiggeva in bacheca un foglio nel quale riferiva, ai condòmini, che il portiere si era allontanato dalla portineria per recarsi presso la Repubblica ove pendeva un procedimento per lesioni gravissime ai danni dello stesso condomino-denunciante. Secondo i giudici di merito, tale comunicazione aveva recato un concreto pregiudizio alla persona offesa, la cui reputazione e professionalità sul luogo di lavoro erano state screditate attraverso la rappresentazione di una condotta scarsamente osservante dei suoi compiti di addetto alla portineria del condominio.

 

La pronuncia viene confermata dalla Corte d’appello e dalla stessa Corte di Cassazione (Sez. penale, sent. N. 15221/2017).

 

Precisano i supremi giudici che, salvo che il fatto corte d’appello costituisca più grave reato, l’art. 167 del D.lgs n. 196/2003 punisce la condotta di colui il quale “al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dagli artt. 17-20-21-22 commi 8 e 11-25-27-45, sempre che dal fatto derivi un nocumento”. Nella fattispecie, la propagazione delle informazioni relative alla situazione giudiziaria del portiere era priva di consenso espresso dell’interessato (necessario, trattandosi di dati giudiziari), ne screditava la reputazione e la professionalità nello stesso luogo di lavoro e determinava, nei suoi confronti, “un nocumento concreto e tangibile e non certo di minima rilevanza”, anche alla luce dell’ulteriore obiettivo che l’imputato si prefiggeva che sostanzialmente era quello di procurargli un danno ingiusto, consapevole, tra l’altro che la permanenza del foglio in bacheca, per diverse ore, avrebbe favorito la divulgazione della notizia anche  a terzi esterni al condominio.

 

Come disposto dal Garante per la protezione dei dati personali, il trattamento dei dati personali di natura sensibile e il trattamento dei dati giudiziari in condominio occorre che esso sia davvero indispensabile, altrimenti è gravemente illecito. Nel caso di delibera assembleare dove sia indispensabile trattare dati sensibili o giudiziari, devono essere adottate adeguate cautele al fine di salvaguardare la dignità degli interessati.

 

 

Potete richiedere ulteriori informazioni tramite questo modulo on-line o direttamente presso lo Studio Amministrativo Monti, previo appuntamento (tel. 051 434785).

Ditte e Professionisti consigliati dallo Studio Amministrativo Monti