Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per il corretto funzionamento dei servizi in linea. Se chiudi questo banner e prosegui con la navigazione ne accetti l'utilizzo. Per maggiori informazioni su come modificare il consenso e le impostazioni dei browser supportati leggi l'informativa sulla privacy.

 

Acconsento

FAQ - Codice Fiscale del Condominio e ristrutturazione edilizia

« Torna all'elenco delle domande


Per poter fruire della detrazione dall'Irpef del 50% delle spese sostenute per la manutenzione o ristrutturazione delle parti comuni occorre che ci sia sempre il codice fiscale del condominio e che le fatture siano a questo intestate. 


Un principio, quello espresso dall'agenzia delle Entrate con la risoluzione 74/E del 27 agosto 2015, che nella sostanza ribadisce quanto detto nella circolare 11/E/2014.

 

Cosa succede, in concreto, molte volte? Nei condomìni minimi, dove non c'è né amministratore né conto o codice fiscale condominiali, i proprietari, quando effettuano i lavori sulle parti comuni si fanno intestare le fatture “pro quota” per poi detrarne il 50% dall'Irpef. Ignorando però che il diritto a questa detrazione spetta solo se il codice fiscale viene indicato nei bonifici di pagamento dei lavori e nella dichiarazione dei redditi dei singoli condomini quando usano il bonus fiscale. Alcuni più astuti, per aggirare il problema, si fanno indicare sulle fatture che i lavori sono su parti private.

 

Il caso affrontato dalle Entrate era stato sollevato proprio da un “interpello” fatto da alcuni contribuenti, tutti condòmini di un piccolo condominio, che volevano evitare di fare errori. Invece, come hanno risposto le Entrate, l'errore era stato fatto: avevano pagato regolarmente con bonifico, come prescritto, le fatture, che però erano a loro intestate per importi pro quota, e in più avevano indicato il loro codice fiscale e non quello del condominio. Date queste premesse, la detrazione non spetta. Il pagamento può anche essere fatto da uno o più condomini ma fatture e codice fiscale devono essere del condominio.

 

L'agenzia, però, ha anche indicato un rimedio, valevole per chi ha commesso l'errore nel 2014: occorre anzitutto chiedere il codice fiscale del condominio all'Ufficio territoriale delle Entrate (con il modello AA5/6, sul sito dell'agenzia), poi pagare la sanzione perché il codice fiscale non era stato chiesto in tempo (103,29 euro con modello F24, codice tributo 8912). Infine, va inviata allo stesso ufficio una comunicazione in carta libera dove indicare per ciascun condomino: le generalità e il codice fiscale; i dati catastali delle rispettive unità immobiliari; i dati dei bonifici; la richiesta di considerare il condominio quale soggetto che ha effettuato gli interventi; le fatture emesse dalle ditte nei confronti dei singoli condomini, da intendersi riferite al condominio. Ma non basta: la dichiarazione dei redditi (730 o Unico), in caso sia già stata presentata, va rifatta in integrazione.

 

Insomma, una seccatura che si sarebbe potuta evitare. E che insegna a chi abita nei condomìni minimi ad attrezzarsi richiedendo subito il codice fiscale.

 

Con la circolare 11/E/2014 è stato precisato che, nelle ipotesi di lavori di ristrutturazione edilizia effettuati su parti comuni di un “condominio minimo” (meno di otto condomini), per fruire della detrazione Irpef per le relative spese sostenute (ex articolo 16-bis del Tuir, Dpr 917/1986, e articolo 1, comma 47, della legge 190/20 14; si veda anche la guida al 5o% su WWw.agenziaentrate.it), i condòmini devono chiedere il codice fiscale del condominio ed eseguire tutti gli adempimenti a nome del condominio stesso. A tal fine, i bonifici per il pagamento delle spese devono indicare sia il codice fiscale del condominio che quello del condomino che effettua il pagamento. Con la risoluzione 74/E/2015 del 27 agosto 2015, l'agenzia delle Entrate riconosce ora una possibile sanatoria per le spese sostenute nel 2014 in assenza di richiesta del codice fiscale da parte del “minicondominio”. In particolare, viene riconosciuta ugualmente l'agevolazione Irpef ai condomini che hanno effettuato i pagamenti pro quota, senza l'indicazione del codice fiscale del condominio, a condizione che, entro il termine della dichiarazione dei redditi dell'anno 2014:- sia presentata all'Ufficio territoriale Competente dell'agenzia delle Entrate la domanda di attribuzione del codice fiscale al condominio;- sia stata versata dal condominio (con il relativo codice fiscale attribuito), mediante F24, la sanzione di 03,29 euro, per omessa richiesta del codice fiscale;- il condominio invii una comunicazione in carta libera all'ufficio delle Entrate competente in relazione all'ubicazione del condominio, nella quale devono essere specificati le generalità e il codice fiscale di ciascun condomino, i dati catastali delle rispettive unità immobiliari, i dati dei bonifici dei pagamenti effettuati, da ciascun condomino, per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, la richiesta di considerare il condominio quale soggetto che ha effettuato gli interventi, le fatture emesse dalle ditte nei confronti dei singoli condomini, da intendere riferite ai lavori effettuati sul condominio. Eseguita tale procedura, ogni condomino potrà inserire le spese sostenute nel periodo d'imposta 2014 nei modello Unico Pf 2015, che doveva essere presentato entro il 3o settembre 2015, o, se ha utilizzato il 730, nel modello 730 integrativo da presentare entro il 26 ottobre 2015. La precisazione Sembra avere portata innovativa a partire dal 2014. Infatti, per tale periodo viene fissata la procedura per non incorrere nella decadenza dai benefici fiscali, mentre per gli anni anteriori tale possibilità non viene prevista e, quindi, si deve intendere non necessaria proprio in quanto l'obbligo di codice fiscale, per i mini condomini che fruiscono della detrazione, dev’essere considerato a portata innovativa per le spese sostenute a partire dal 2014 (altrimenti la sanatoria avrebbe dovuto riguardare tutti gli anni precedenti ancora accertabili). Nel caso di specie, pertanto, trattandosi di spese antecedenti al 2014, la detrazione si intende applicata regolarmente (per le rate già detratte). Per le rate annuali ancora da detrarre, a partire dalla dichiarazione 2015, è consigliabile inserire in dichiarazione dei redditi almeno il codice fiscale del Supercondominio.

Ditte e Professionisti consigliati dallo Studio Amministrativo Monti