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FAQ - Fondi ceduti per costruzione ascensore. Regime giuridico e trasferimenti

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Rispondo al parere richiestomi sull'oggetto, segnatamente se un fondo ( ad esempio vano cantina, area cortiliva, etc ... ) privato che venga ceduto a soltanto alcuni condomini per la costruzione e messa in opera di un ascensore, debba essere nuovamente trasferito con atto notarile pro quota dai condomini acquirenti ad un nuovo condomino che venisse suc­cessivamente ad aderire all'impianto ai sensi dell'art. 1121, co.3 C.c.

 

La risposta al quesito è sicuramente negativa, per effetto del com­binato delle norme sull'accessione, di cui all'art. 934 C.c., secondo cui ogni costruzione esistente sul suolo appartiene al proprietario del suolo medesimo, e del citato art.1121, co.3 C.c., per cui in qualunque tempo il condomino che non abbia partecipato alla installazione avrà diritto ad avvalersene contribuendo alle spese di esecuzione e manutenzione dell'opera.

 

Infatti, se per la realizzazione dell'ascensore si sia reso necessario acquistare una porzione di suolo da un privato, nel momento in cui l'impianto di ascensore viene ad esistenza, per effetto dell'accessione il suolo utilizzato viene inglobato nell'impianto ascensore, formando un unico bene inscindibile, che diviene proprietà esclusiva dei condomini che si siano onerati e dell'acquisto e della costruzione.

 

Trattandosi pur sempre però di un bene insistente in un Condomi­nio, che alle norme in materia condominiale pertanto soggiace, il bene costituito dell'ascensore non potrà rimanere esclusiva proprietà degli iniziali promotori, ma dovrà, ove ne sia fatta richiesta, essere trasmesso in proprietà pro quota al condomino che, inizialmente dissenziente, voglia successivamente avvalersi dell'innovazione, purché paghi in moneta di oggi quello che sarebbe stato il costo di allora.

 

Tale trasferimento di proprietà, trattandosi comunque di un bene non suscettibile di autonomo diritto di proprietà, ma pertinenziale alle unità immobiliari dei -partecipanti, ed in teoria estensibile ai condomini tutti, non necessita di atti solenni come invece sarebbe richiesto per il trasferimento di proprietà degli appartamenti cui esso serve; e dunque sarà sufficiente per il subentro del nuovo condomino partecipante la rielabo­razione delle tabelle millesimali relative all'ascensore.

 

Potrebbe infine essere osservato che, ove l'ascensore dovesse esse­re rimosso, il suolo, ritornato libero, risulterebbe formalmente in proprie­tà solo degli iniziali partecipanti, e non del successivo subentrante, pur avendo questi successivamente contribuito anche alla spesa per l'acquisto. In merito deve osservarsi che anche il successivo partecipante diverrà comunque proprietario del suolo per usucapione dopo dieci anni dal subentro, trattandosi in questo caso di usucapione abbreviata titolata, mentre, ove il fatto si verificasse prima del decorso dei dieci anni, avrà eventualmente azione di rimborso nei confronti degli originari acquirenti per le somme versate a titolo di contributo all'acquisto del terreno.

 

Desunto dal Sole24ore

 

Ulteriori informazioni potrete richiederle tramite il modulo on-line, o presso lo Studio Amministrativo Monti, tramite appuntemento.

 

 

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