Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per il corretto funzionamento dei servizi in linea. Se chiudi questo banner e prosegui con la navigazione ne accetti l'utilizzo. Per maggiori informazioni su come modificare il consenso e le impostazioni dei browser supportati leggi l'informativa sulla privacy.

 

Acconsento

FAQ - Modifica della destinazione d' uso e variazione delle tabelle millesimali

« Torna all'elenco delle domande


Inserisci il testo della domanda


A dispetto di quanto talvolta si potrebbe supporre, la modifica della destinazione d'uso di una unità immobiliare non determina automaticamente l'obbligo di revisionare i valori millesimali preesistenti.  La revisione delle tabelle millesimali è esclusa quando viene modificata la destinazione d'uso di una unità immobiliare (Cass., sent. 10.2.2010, n. 3001_ e sent. 4.10.2016, n. 19797), dal momento che la normativa di riferimento in materia è costituita dagli artt. 68 e 69, disp. att. cod. civ. (ai sensi dei quali il regolamento di condominio deve precisare il valore proporzionale di ciascun piano o di ciascuna porzione di piano spettante in proprietà esclusiva ai singoli condomini e tali valori, che devono essere ragguagliati in millesimi a quello dell'intero edificio ed espressi in una apposita tabella allegata al regolamento, possono essere riveduti e modificati, anche nell'interesse di un solo condomino quando risulta che sono conseguenza di un errore e quando, per le mutate condizioni di una parte dell'edificio, per effetto della sopraelevazione di nuovi piani, di espropriazione parziale ò di innovazioni di vasta portata, viene notevolmente alterato il rapporto originario tra i valori dei singoli piani o porzioni di piano), i valori delle unità immobiliari di proprietà esclusiva dei singoli condomini e il loro proporzionale ragguaglio in millesimi al valore dell'edificio devono essere individuati con riferimento al momento dell'adozione del regolamento e la tabella che li esprime è soggetta a rettifica soltanto quando vi siano errori, di fatto e di diritto, riferiti alla determinazione degli elementi necessari al calcolo del valore delle singole unità immobiliari oppure a circostanze sopravvenute relative alla consistenza dell'edificio o delle sue porzioni, che incidano in modo rilevante sull'originaria proporzione dei valori; con la conseguenza quindi che ·1a tabella che esprime i valori millesimali è soggetta ad emenda solo in presenza di errori, di fatto e di diritto, che riguardano la determinazione degli elementi necessari al calcolo del valore delle singole unità immobiliari oppure a circostanze sopravvenute relative alla consistenza dell'edificio o delle sue porzioni, che incidano in modo rilevante sull'originaria proporzione dei valori, mentre il mero mutamento della destinazione d'uso non determina la necessità · di revisionare i millesimi. Il problema quindi si sposta dal mero dato di fatto costituito dalla modifica della destinazione d'uso all'eventuale rilevanza del mutamento della destinazione d'uso, che può verificarsi quando una unità immobiliare viene adibita da uso abitativo o altro ad uso commerciale che provoca un cospicuo afflusso di clienti insieme al costante utilizzo delle parti comuni (androne, corridoi, scale e in particolare l'impianto di ascensore) e quindi un notevole aumento dei costi di esercizio rispetto a quelli precedenti, che però da solo non basta a determinare una revisione delle tabelle millesimali (revisione che comporterebbe oltretutto un costo non indifferente, per l'attività di redazione delle nuove tabelle, a carico del condomino interessato). Si può suggerire comunque una maniera per adeguare le precedenti tabelle alla nuova destinazione d'uso impressa all'unità immobiliare in modo da adeguare di conseguenza anche la ripartizione delle spesedi esercizio che risultano aumentate rispetto a prima; infatti nell'ipotesi particolare del locale commerciale a cui accede una ingente clientela con conseguente aumento dei costi di esercizio, proprio questo nuovo utilizzo e le conseguenti maggiori spese giustificano - indipendentemente dal mutamento o meno della destinazione d'uso dell'unità immobiliare interessata - una richiesta d revisione del riparto delle spese attuato in precedenza, che può essere realizzata in maniera molto semplice determinando un coefficiente di aumento delle spese a carico del condomino interessato (che ovviamente deve essere d'accordo ed accettare questo aumento, dandovi il suo consenso espresso)e decurtando, di conseguenza una parte delle quote spettanti agli altri condomini rispetto a quelle risultanti dalle tabelle millesimali, senza alcuna necessità di realizzare la revisione delle tabelle.

A dispetto di quanto talvolta si potrebbe supporre, la modifica della destinazione d'uso di una unità immobiliare non determina automaticamente l'obbligo di revisionare i valori millesimali preesistenti.  La revisione delle tabelle millesimali è esclusa quando viene modificata la destinazione d'uso di una unità immobiliare (Cass., sent. 10.2.2010, n. 3001_ e sent. 4.10.2016, n. 19797), dal momento che la normativa di riferimento in materia è costituita dagli artt. 68 e 69, disp. att. cod. civ. (ai sensi dei quali il regolamento di condominio deve precisare il valore proporzionale di ciascun piano o di ciascuna porzione di piano spettante in proprietà esclusiva ai singoli condomini e tali valori, che devono essere ragguagliati in millesimi a quello dell'intero edificio ed espressi in una apposita tabella allegata al regolamento, possono essere riveduti e modificati, anche nell'interesse di un solo condomino quando risulta che sono conseguenza di un errore e quando, per le mutate condizioni di una parte dell'edificio, per effetto della sopraelevazione di nuovi piani, di espropriazione parziale ò di innovazioni di vasta portata, viene notevolmente alterato il rapporto originario tra i valori dei singoli piani o porzioni di piano), i valori delle unità immobiliari di proprietà esclusiva dei singoli condomini e il loro proporzionale ragguaglio in millesimi al valore dell'edificio devono essere individuati con riferimento al momento dell'adozione del regolamento e la tabella che li esprime è soggetta a rettifica soltanto quando vi siano errori, di fatto e di diritto, riferiti alla determinazione degli elementi necessari al calcolo del valore delle singole unità immobiliari oppure a circostanze sopravvenute relative alla consistenza dell'edificio o delle sue porzioni, che incidano in modo rilevante sull'originaria proporzione dei valori; con la conseguenza quindi che ·1a tabella che esprime i valori millesimali è soggetta ad emenda solo in presenza di errori, di fatto e di diritto, che riguardano la determinazione degli elementi necessari al calcolo del valore delle singole unità immobiliari oppure a circostanze sopravvenute relative alla consistenza dell'edificio o delle sue porzioni, che incidano in modo rilevante sull'originaria proporzione dei valori, mentre il mero mutamento della destinazione d'uso non determina la necessità · di revisionare i millesimi. Il problema quindi si sposta dal mero dato di fatto costituito dalla modifica della destinazione d'uso all'eventuale rilevanza del mutamento della destinazione d'uso, che può verificarsi quando una unità immobiliare viene adibita da uso abitativo o altro ad uso commerciale che provoca un cospicuo afflusso di clienti insieme al costante utilizzo delle parti comuni (androne, corridoi, scale e in particolare l'impianto di ascensore) e quindi un notevole aumento dei costi di esercizio rispetto a quelli precedenti, che però da solo non basta a determinare una revisione delle tabelle millesimali (revisione che comporterebbe oltretutto un costo non indifferente, per l'attività di redazione delle nuove tabelle, a carico del condomino interessato). Si può suggerire comunque una maniera per adeguare le precedenti tabelle alla nuova destinazione d'uso impressa all'unità immobiliare in modo da adeguare di conseguenza anche la ripartizione delle spesedi esercizio che risultano aumentate rispetto a prima; infatti nell'ipotesi particolare del locale commerciale a cui accede una ingente clientela con conseguente aumento dei costi di esercizio, proprio questo nuovo utilizzo e le conseguenti maggiori spese giustificano - indipendentemente dal mutamento o meno della destinazione d'uso dell'unità immobiliare interessata - una richiesta d revisione del riparto delle spese attuato in precedenza, che può essere realizzata in maniera molto semplice determinando un coefficiente di aumento delle spese a carico del condomino interessato (che ovviamente deve essere d'accordo ed accettare questo aumento, dandovi il suo consenso espresso)e decurtando, di conseguenza una parte delle quote spettanti agli altri condomini rispetto a quelle risultanti dalle tabelle millesimali, senza alcuna necessità di realizzare la revisione delle tabelle.

A dispetto di quanto talvolta si potrebbe supporre, la modifica della destinazione d'uso di una unità immobiliare non determina automaticamente l'obbligo di revisionare i valori millesimali preesistenti.  La revisione delle tabelle millesimali è esclusa quando viene modificata la destinazione d'uso di una unità immobiliare (Cass., sent. 10.2.2010, n. 3001_ e sent. 4.10.2016, n. 19797), dal momento che la normativa di riferimento in materia è costituita dagli artt. 68 e 69, disp. att. cod. civ. (ai sensi dei quali il regolamento di condominio deve precisare il valore proporzionale di ciascun piano o di ciascuna porzione di piano spettante in proprietà esclusiva ai singoli condomini e tali valori, che devono essere ragguagliati in millesimi a quello dell'intero edificio ed espressi in una apposita tabella allegata al regolamento, possono essere riveduti e modificati, anche nell'interesse di un solo condomino quando risulta che sono conseguenza di un errore e quando, per le mutate condizioni di una parte dell'edificio, per effetto della sopraelevazione di nuovi piani, di espropriazione parziale ò di innovazioni di vasta portata, viene notevolmente alterato il rapporto originario tra i valori dei singoli piani o porzioni di piano), i valori delle unità immobiliari di proprietà esclusiva dei singoli condomini e il loro proporzionale ragguaglio in millesimi al valore dell'edificio devono essere individuati con riferimento al momento dell'adozione del regolamento e la tabella che li esprime è soggetta a rettifica soltanto quando vi siano errori, di fatto e di diritto, riferiti alla determinazione degli elementi necessari al calcolo del valore delle singole unità immobiliari oppure a circostanze sopravvenute relative alla consistenza dell'edificio o delle sue porzioni, che incidano in modo rilevante sull'originaria proporzione dei valori; con la conseguenza quindi che ·1a tabella che esprime i valori millesimali è soggetta ad emenda solo in presenza di errori, di fatto e di diritto, che riguardano la determinazione degli elementi necessari al calcolo del valore delle singole unità immobiliari oppure a circostanze sopravvenute relative alla consistenza dell'edificio o delle sue porzioni, che incidano in modo rilevante sull'originaria proporzione dei valori, mentre il mero mutamento della destinazione d'uso non determina la necessità · di revisionare i millesimi. Il problema quindi si sposta dal mero dato di fatto costituito dalla modifica della destinazione d'uso all'eventuale rilevanza del mutamento della destinazione d'uso, che può verificarsi quando una unità immobiliare viene adibita da uso abitativo o altro ad uso commerciale che provoca un cospicuo afflusso di clienti insieme al costante utilizzo delle parti comuni (androne, corridoi, scale e in particolare l'impianto di ascensore) e quindi un notevole aumento dei costi di esercizio rispetto a quelli precedenti, che però da solo non basta a determinare una revisione delle tabelle millesimali (revisione che comporterebbe oltretutto un costo non indifferente, per l'attività di redazione delle nuove tabelle, a carico del condomino interessato). Si può suggerire comunque una maniera per adeguare le precedenti tabelle alla nuova destinazione d'uso impressa all'unità immobiliare in modo da adeguare di conseguenza anche la ripartizione delle spesedi esercizio che risultano aumentate rispetto a prima; infatti nell'ipotesi particolare del locale commerciale a cui accede una ingente clientela con conseguente aumento dei costi di esercizio, proprio questo nuovo utilizzo e le conseguenti maggiori spese giustificano - indipendentemente dal mutamento o meno della destinazione d'uso dell'unità immobiliare interessata - una richiesta d revisione del riparto delle spese attuato in precedenza, che può essere realizzata in maniera molto semplice determinando un coefficiente di aumento delle spese a carico del condomino interessato (che ovviamente deve essere d'accordo ed accettare questo aumento, dandovi il suo consenso espresso)e decurtando, di conseguenza una parte delle quote spettanti agli altri condomini rispetto a quelle risultanti dalle tabelle millesimali, senza alcuna necessità di realizzare la revisione delle tabelle.

A dispetto di quanto talvolta si potrebbe supporre, la modifica della destinazione d'uso di una unità immobiliare non determina automaticamente l'obbligo di revisionare i valori millesimali preesistenti.  La revisione delle tabelle millesimali è esclusa quando viene modificata la destinazione d'uso di una unità immobiliare (Cass., sent. 10.2.2010, n. 3001_ e sent. 4.10.2016, n. 19797), dal momento che la normativa di riferimento in materia è costituita dagli artt. 68 e 69, disp. att. cod. civ. (ai sensi dei quali il regolamento di condominio deve precisare il valore proporzionale di ciascun piano o di ciascuna porzione di piano spettante in proprietà esclusiva ai singoli condomini e tali valori, che devono essere ragguagliati in millesimi a quello dell'intero edificio ed espressi in una apposita tabella allegata al regolamento, possono essere riveduti e modificati, anche nell'interesse di un solo condomino quando risulta che sono conseguenza di un errore e quando, per le mutate condizioni di una parte dell'edificio, per effetto della sopraelevazione di nuovi piani, di espropriazione parziale ò di innovazioni di vasta portata, viene notevolmente alterato il rapporto originario tra i valori dei singoli piani o porzioni di piano), i valori delle unità immobiliari di proprietà esclusiva dei singoli condomini e il loro proporzionale ragguaglio in millesimi al valore dell'edificio devono essere individuati con riferimento al momento dell'adozione del regolamento e la tabella che li esprime è soggetta a rettifica soltanto quando vi siano errori, di fatto e di diritto, riferiti alla determinazione degli elementi necessari al calcolo del valore delle singole unità immobiliari oppure a circostanze sopravvenute relative alla consistenza dell'edificio o delle sue porzioni, che incidano in modo rilevante sull'originaria proporzione dei valori; con la conseguenza quindi che ·1a tabella che esprime i valori millesimali è soggetta ad emenda solo in presenza di errori, di fatto e di diritto, che riguardano la determinazione degli elementi necessari al calcolo del valore delle singole unità immobiliari oppure a circostanze sopravvenute relative alla consistenza dell'edificio o delle sue porzioni, che incidano in modo rilevante sull'originaria proporzione dei valori, mentre il mero mutamento della destinazione d'uso non determina la necessità · di revisionare i millesimi. Il problema quindi si sposta dal mero dato di fatto costituito dalla modifica della destinazione d'uso all'eventuale rilevanza del mutamento della destinazione d'uso, che può verificarsi quando una unità immobiliare viene adibita da uso abitativo o altro ad uso commerciale che provoca un cospicuo afflusso di clienti insieme al costante utilizzo delle parti comuni (androne, corridoi, scale e in particolare l'impianto di ascensore) e quindi un notevole aumento dei costi di esercizio rispetto a quelli precedenti, che però da solo non basta a determinare una revisione delle tabelle millesimali (revisione che comporterebbe oltretutto un costo non indifferente, per l'attività di redazione delle nuove tabelle, a carico del condomino interessato). Si può suggerire comunque una maniera per adeguare le precedenti tabelle alla nuova destinazione d'uso impressa all'unità immobiliare in modo da adeguare di conseguenza anche la ripartizione delle spesedi esercizio che risultano aumentate rispetto a prima; infatti nell'ipotesi particolare del locale commerciale a cui accede una ingente clientela con conseguente aumento dei costi di esercizio, proprio questo nuovo utilizzo e le conseguenti maggiori spese giustificano - indipendentemente dal mutamento o meno della destinazione d'uso dell'unità immobiliare interessata - una richiesta d revisione del riparto delle spese attuato in precedenza, che può essere realizzata in maniera molto semplice determinando un coefficiente di aumento delle spese a carico del condomino interessato (che ovviamente deve essere d'accordo ed accettare questo aumento, dandovi il suo consenso espresso)e decurtando, di conseguenza una parte delle quote spettanti agli altri condomini rispetto a quelle risultanti dalle tabelle millesimali, senza alcuna necessità di realizzare la revisione delle tabelle.

 

Ulteriori informazioni potrete richiederle tramite il modulo on-line, o presso lo Studio Amministrativo Monti, tramite appuntemento.


 

 

 

 


 


 

 

 

 

 

Ditte e Professionisti consigliati dallo Studio Amministrativo Monti