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FAQ - Criterio riparto spese

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Come si ripartiscono le spese di pulizia scale?


Fin dal 1993 la Cassazione con Sentenza n. 2018 del 19.02.1993 Sezione (Sentenza confermata da tutte le successive) ha affermato che il principio della manutenzione delle scale (per scale si deve intendere solo ed esclusivamente gradini) riguarda le spese che si rendono necessarie, a causa della deteriorabilità delle stesse, per consentire il godimento della cosa e che hanno attinenza a lavori periodici e necessari per l'efficienza della cosa stessa (riparazione o sostituzione gradini).

Per il riparto di dette spese si deve applicare quanto sancito dall'articolo 1124 del Codice Civile che recita "le scale sono mantenute e ricostruite dai proprietari dei diversi piani a cui servono. La spesa relativa è ripartita tra essi, per metà in ragione del valore dei singoli piani o porzioni di piano, e per l'altra metà in misura proporzionale all'altezza di ciascun piano dal suolo. Al fine del concorso della metà della spesa, che è ripartita in ragione del valore, si considerano come piani le cantine, i palchi morti, le soffitte o camere a tetto ed i lastrici solari, qualora non siano di proprietà comune".

Conseguentemente si deve considerare errato parlare di manutenzione quando si tratta di opere attinenti la pulizia scale alle quali i condomini sono tenuti a contribuire in ragione della utilità cui la cosa comune è destinata.

Pertanto l'applicazione dell'articolo 1124 del Codice Civile con riferimento alla pulizia delle scale, non può trovare giustificazione ma si dovrà applicare il principio sancito dall'articolo 1123 Comma 2° del Codice Civile che è il criterio principale della ripartizione delle spese — Articolo che recita: "Le spese necessarie per la conservazione ed il godimento delle parti comuni dell'edifico, per la prestazione di servizi nell'interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione.

Se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell'uso che ciascuno può farne.

Qualora un edifico abbia più scale, cortili, lastrici solari, opere o impianti destinati a servire una parte dell'intero fabbricato, le spese relative alla loro manutenzione sono a carico del gruppo di condomini che ne trae utilità" Una recente sentenza (12.01.2007) della Suprema Corte ha modificato il concetto sostenendo l' applicabilità dell' art. 1124. Esaminando attentamente la sentenza si evidenzia che la causa riguarda un condominio decisamente "anomalo" e pertanto non è da prendere in esame come principio in quanto formato da cinque piani, quattro dei quali di proprietà di un unico soggetto e destinati ad albergo. Il proprietario dell' ultimo piano non destinato ad albergo - l' ultimo - si doleva del fatto che la delibera assembleare che aveva approvato il riparto consuntivo e preventivo avesse approvato il criterio di ripartizione delle spese per millesimi generali (art. 1123 comma II c.c.) proporzionale all' uso che viene fatto da ogni condomino della cosa comune. In quello specifico caso l' uso concreto che veniva fatto delle scale e dell' impianto di illuminazione era ben diverso in quanto l' albergo, che occupava quattro dei cinque piani dello stabile, comportava un continuo andirivieni di persone che certo non poteva essere paragonato a quello che comportava un singolo appartamento di un condomino.Resta inteso che quanto sopra può essere sempre modificabile dall'assemblea con la maggiorazione prescritta dall'articolo 1136 del Codice Civile trattandosi di criterio avente natura unicamente regolamentare.

 

n.b.   QUANTO SOPRA VALE ANCHE PER IL RIPARTO SPESE LUCE

 

Ulteriori informazioni potrete richiederle tramite il modulo on-line, o presso lo Studio Amministrativo Monti, tramite appuntemento.

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