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FAQ - Barriere architettoniche - messa in opera ascensore

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Quali sono gli estremi della legge 13/89  (l'abbattimento delle barriere architettoniche circa la messa in opera dell'ascensore)?


La messa in opera di un ascensore rappresenta un’opera qualificata fra quelle che comportano un abbattimento delle barriere architettoniche, per cui l’Assemblea può deliberare con tanti voti favorevoli, che rappresentino 1/3 dei condomini e 1/3 dei millesimi (legge 13/1989).

Detta operazione comporta l’applicazione dell’IVA al 4%.

Tanto che il Ministro dei lavori pubblici, con circolare dell’8/8/1989, precisava che: - “qualora la messa in opera di un ascensore di dimensioni inferiori a quelle prescritte, ove determini un effettivo miglioramento dell’accessibilità, può essere consentita a condizione che l'impossibilità, sia attestata mediante perizia giurata da parte di un professionista qualificato e pertanto la fatturazione avviene con IVA al 4%.”

La Cassazione con sentenza 12847/2007 ha comunque stabilito che l’installazione di un ascensore ai sensi della Legge speciale 13/1989, non può avere luogo quando comporta una riduzione della preesistente possibilità di uso delle scale.

Le caratteristiche della cabina, purchè si possa catalogare fra quelle previste dalla Legge suddetta sono le seguenti:

 

NUOVA EDIFICAZIONE RESIDENZIALE – Negli edifici di nuova edificazione residenziali l’ascensore deve avere le seguenti caratteristiche:

· cabina di dimensioni minime di 1,30 m di profondità e 0,95 m di   larghezza;

· porta con luce netta minima di 0,80 m posta sul lato corto;

· piattaforma minima di distribuzione anteriormente alla porta della cabina di 1,50 x 1,50 m.

 

ADEGUAMENTO – L’ascensore, in caso di adeguamento di edifici preesistenti, ove non sia possibile l’installazione di cabine di dimensioni superiori, può avere le seguenti caratteristiche:

· cabina di dimensioni minime di 1,20 m di profondità e 0,80 m di larghezza;

· porta con luce netta minima di 0,75 m posta sul lato corto;

· piattaforma minima di distribuzione anteriormente alla porta della cabina di 1,40 x 1,40 m.

 

 

Le condizioni poste dal regolamento edilizio del comune di Bologna, circa le dimensioni delle scale sono le seguenti:

in relazione alla fruibilità delle scale interne nelle civili abitazioni, non normate in termini dimensionali nel regolamento, si ritiene che il requisito relativo sia di competenza dei progettisti e non esistono parametri di verifica neppure nei controlli.

Le scale interne ai luoghi di lavoro, di collegamento dei vani principali con vani accessori sono indicate genericamente nel regolamento con una larghezza di rampa di mt. 1.20. Si concorda , che nell’autocertificazione nella parte relativa agli interventi sul patrimonio edilizio esistente di cui all’art. 76 comma 2, sia inserita la seguente nota: - le scale di collegamento ai servizi igienici, compresi quelli destinati all’utenza e agli spazi non aperti al pubblico, potranno avere larghezza minima di cm. 80 fatto salvo quanto disposto dal DM 10.3.'98.

In caso di costruzione di un ascensore finalizzato al superamento delle barriere architettoniche per edifici esistenti con altezza inferiore a 12 m., in presenza di documentazione soggettiva certificata (requisito cogente 7.1 pag. 142 delle Norme di Dettaglio); la larghezza della rampa delle scale può essere diminuita fino a m. 0,90 (valore netto senza tolleranza), tale misura è confermata anche dai Vigili del Fuoco.

Per gli edifici con altezza maggiore di 12 m. la larghezza minima, per interventi per il superamento delle barriere architettoniche la larghezza minima a cui può essere ridotta la rampa delle scale rimane a m. 105.

 

Ulteriori informazioni potrete richiederle tramite il modulo on-line, o presso lo Studio Amministrativo Monti, tramite appuntemento.

 

 

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