Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

 

Ok, ho letto

FAQ - Responsabilità dei proprietari degli animali

« Torna all'elenco delle domande


È responsabile il condominio dei danni provocati nel cortile comune, dal cane di un condomino?


I proprietari di animali hanno una responsabilità civile (per danni a cose e persone) e penale (art. 672 cod. pen. per omessa custodia e malgoverno; art. 659 per disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone; art. 727 e legge 281/1991 per sevizie, maltrattamenti o abbandono; ord. Min. salute 12 dicembre 2006 e 28 marzo 2007 per tutela dell'incolumità delle persone causata da cani a rischio di aggressività).

 

Se un regolamento contrattuale di condominio vieta la detenzione di animali domestici all'interno delle proprietà esclusive, il divieto è tassativo, senza che abbia alcun rilievo che si tratti di animali che non arrecano disturbi.

In mancanza di un regolamento contrattuale che vieti la detenzione di animali nelle proprietà esclusive, ciascun condomino può detenerli, ma secondo una sentenza del Tribunale di Piacenza (n. 231 del 10.04.1990) e una della Pretura di Campobasso (12.05.1990) la legittimità di tale detenzione deve essere accertata caso per caso in base alle regole di valutazione della tollerabilità delle immissioni.

Inoltre, secondo il Tribunale di Napoli (ord. 25.10.1990) nel caso di regolamento contrattuale di condominio che vieti di tenere animali che possono recare disturbo ai condomini, il giudice, una volta accertati tali disturbi può, con provvedimento d'urgenza, ordinare l'allontanamento degli animali dagli appartamenti in cui sono tenuti.

Il divieto di tenere negli appartamenti animali domestici non può essere contenuto negli ordinari regolamenti condominiali approvati dalla maggioranza dei partecipanti, ma necessita della approvazione unanime dei condomini, trattandosi di limitazioni al diritto di proprietà esclusiva dei condomini stessi (Cass. sent. n. 12028 del 4.12.1993).

Si deve, però, ritenere ammissibile una delibera assembleare integrativa del regolamento di condominio con la quale venga disciplinato l'uso delle parti comuni, per il tempo necessario per portare gli animali dall'interno all'esterno delle proprietà esclusive (Pret. Torino, sent. 7.11.1989) e, comunque, imposto il divieto di lasciarli liberi e incustoditi nelle parti comuni.

Con decreto del 19 aprile 1996 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 232 del 3 ottobre 1996) il Ministero dell'ambiente ha fornito un elenco delle specie animali che possono costituire pericolo per la salute e l'incolumità pubblica e di cui è proibita la detenzione.

Il decreto chiarisce che debbono essere considerati potenzialmente un pericolo tutti gli esemplari vivi di mammiferi e rettili selvatici ovvero provenienti da riproduzioni in cattività che, in particolari condizioni ambientali e/o comportamentali, possono arrecare con la loro azione diretta effetti mortali o invalidanti per l'uomo o che, non sottoposti a controlli sanitari o a trattamenti di prevenzione, possono trasmettere malattie infettive all'uomo.

Chi deteneva tali animali doveva denunciarli alla competente Prefettura entro il 1° gennaio 1997; in caso di non idoneità delle strutture di custodia in base al giudizio della Prefettura, i possessori dovevano adeguare tale struttura o cedere gratuitamente gli animali a strutture adeguate.

Con D.L. 3 luglio 2003, n. 159, convertito in legge 1° agosto 2003, n. 213 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 185 dell'11 agosto 2003) è stato imposto il divieto di detenere esemplari vivi di aracnidi selvatici ovvero provenienti da riproduzioni in cattività in quanto con la loro azione diretta possono arrecare effetti mortali od invalidanti per l'uomo o che comunque possono costituire pericolo per 'incolumità pubblica. In caso di inosservanza della disposizione si applica una disciplina sanzionatoria piuttosto pesante.

Il Ministero della salute ha emanato alcune ordinanze (12 dicembre 2006, 28 marzo 2007  e 14 gennaio 2008) per la tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione di cani. Le ordinanze prevedono, per chiunque possegga o detenga cani (le cui razze a rischio di aggressività sono elencate nell'allegato all'ordinanza 12 dicembre 2006), l'obbligo di vigilare con particolare attenzione sulla loro detenzione al fine di evitare ogni possibile aggressione alle persone e di stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi causati dal proprio cane.

Si dà il caso di allevamento di animali, messo in atto da un condomino, lasciati liberi nelle parti comuni (gatti o conigli o galline); per reprimere tale abuso sarà necessaria una specifca delibera di integrazione del regolamento con mandato all'amministratore di agire anche giudizialmente contro il condomino allevatore.

 

Ulteriori informazioni potrete richiederle tramite il modulo on-line, o presso lo Studio Amministrativo Monti, tramite appuntemento.

Ditte e Professionisti consigliati dallo Studio Amministrativo Monti