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FAQ - Il condominio minimo

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Come viene gestito il Condominio minimo?


Nel modo seguente:

 

quando il numero dei condomini è inferiore a 5 non vi è l'obbligo della costituzione del condominio e della nomina di un amministratore.

 

In questo caso non si applica la disciplina dettata dall'art. 1136 c.c., la quale richiede, per la regolare costituzione dell'assemblea e per la validità delle relative delibere, maggioranze qualificate con riferimento al numero dei partecipanti al condominio ed in rapporto al valore dell'edificio condominiale;  ma, in forza della norma di rinvio contenuta nell'art. 1139 c.c., le deliberazioni di detto condominio, ivi comprese quelle attinenti la nomina dell'amministratore, sono soggette alla regolamentazione prvista dagli artt. 1105 e 1106 c.c. per l'amministrazione della comunione in generale, di cui il condominio di edifici costituisce una specie.

 

I comproprietari, per quanto concerne le parti comuni dell'edificio, potranno concorrere alla gestione delle parti comuni, e saranno pro quota tenuti alla corresponsione delle relative spese, ma senza che vi sia un ente, dotato di c.f. o rappresentanza dei condomini, che le adotti;  vi è una assemblea dei comunionisti, con una maggioranza, che ne adotta le delibere; ma non vi è rappresentanza né perciò si creano i meccanismi fiscali e giuridici applicati nel condominio vero e proprio, come tale costituito.

 

Qui, se si debba stipulare un contratto per la manutenzione delle parti comuni, o una D.i.a. che debba essere presentata in Comune, i firmatari saranno i  comunionisti, come pure le relative fatture dovranno essere intestate pro-quota a ciascuno di loro, non potendosi fatturare ad un ente che non esiste;  lo stesso dicasi di eventuali professionisti, che fattureranno a ciascuno dei comproprietari delle parti comuni, in ragione della loro quota, e quindi come a dei privati con conseguente venire meno di qualsiasi obbligo di ritenute alla fonte, perchè non potrebbero fare riferimento ad un ente che non è mai venuto ad esistere.

Questo allo stato dei fatti.

Naturalmente, i sigg.ri comproprietari, volendo, potranno sempre costituire un condominio, anche se non obbligati per legge. In questo caso, sì, verranno ad esistenza tutti gli obblighi di legge e relativi adempimenti, come la attribuzione di un c. f., la nomina di un amministratore, l'apertura di un c/c bancario del condominio, etc. fino a quel momento, però, nulla di tuttociò e dovuto.

 

Ulteriori informazioni potrete richiederle tramite il modulo on-line, o presso lo Studio Amministrativo Monti, tramite appuntemento.

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