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FAQ - Costruzione di una pensilina da parte di un privato

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OGGETTO: COSTRUZIONE DI UNA PENSILINA DA PARTE DI UN PRIVATO Abito in un appartamento al primo piano di un condo­minio situato nella primo periferia della città. Il proprietario del negozio posto al piano terra ha chie­sto ed ottenuto dal Comune l'autorizzazione per costruire una pensilina a protezione del negozio stesso. L'assemblea di condominio si è espressa a maggioran­za con voto favorevole nonostante le mie contestazioni per la mancata veduta in appiombo. L'amministratore sostiene che non posso sollevare nes­suna obiezione tenuto conto del voto assembleare. Gradirei un Vs. parere in merito, nel contempo ringra­zio e porgo distinti saluti. BONFIGLIOLI MARCO  


La costruzione di uno sporto per una pensilina da posizionarsi sulla porta di un negozio ed appartenente al proprietario del negozio stesso che impedisca la veduta in appiombo da parte delle finestre sovrastanti, lede il diritto del condomino e perciò costituisce una innovazio­ne che non può essere consentita, soltanto ove siano vio­lati i limiti sulle distanze legali previste dagli Art.905 —906-907 del c.c. Il lettore comunque potrà avere altre informazioni più dettagliate presso lo Studio.

Per proteggersi dallo stillicidio (o dal getto di rifiuti) taluni condomini installano delle piccole tettoie sopra la porta-finestra, sollevando le rimostranze dei condomini dei piani soprastanti, i quali vanno a lamentarsi dall'amministratore perchè quelle tettoie costituiscono un uso abusivo del muro comune e perchè si coprono di immondizie.  Che un condomino abbia il diritto di installare una piccola tettoia  sul muro comune è pacifico, perchè tale opera rientra nella nozione di uso della cosa comune, prevista e consentita dall'art. 1102 codice civile.

Pertanto è da escludere che l'amministratore, in questi casi, debba intervenire.

Piuttosto potrebbero ritenersi fondate, sotto il profilo dei rapporti di vicinato, le proteste dei condomini del piano sovrastante, sia perchè le dette tettorie vengono in genere costruite ad una distanza inferiore ai tre metri dalla soglia della finestra o terrazza del piano superiore in violazione dell'ultimo comma art. 97 codice civile (sulla cui applicabilità al condominio esiste però qualche dubbio; Cass., sent. n. 1205 del 28.07.1947), sia perchè in concreto impediscono quella veduta a piombo verso il basso cui i condomini avrebbero diritto (in tal senso le sentenze della Cassazione n. 448 del 23.1.1982, n. 5464 dell'8.9.1986 e n. 1261 dell'11.2.1997) ed infine perchè possono comportare un danno estetico alla facciata condominiale anche se realizzate nella proprietà esclusiva del condomino (Cass., sent. 2743 dell'11.2.2005).

Analoghi argomenti valgono per le costruzioni a carattere provvisorio che racchiudono, in tutto o in parte, balconi o terrazze a livello, così come per la copertura con tettoia di un giardino o cortile di proprietà esclusiva: naturalmente, trattandosi di costruzione di maggior dimensione, il tema dell'ultimo comma art. 907 coice civile, si riproporrà con maggiore evidenza.

Trattasi, comunque, di questioni a cui l'amministrstore dovrebbe rimanere estraneo.

 

Ulteriori informazioni potrete richiederle tramite il modulo on-line, o presso lo Studio Amministrativo Monti, tramite appuntemento.

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